Dicembre: il mese dei buoni propositi aziendali e degli MBO

Tutti a correre per scrivere obiettivi, compilare schede, definire premi.

Ma la vera domanda è: stiamo costruendo strumenti di gestione o semplici checklist da barrare a fine anno?

Troppo spesso l’MBO diventa un esercizio burocratico: un elenco di target messi lì per “dare obiettivi ai manager”. Il risultato? Obiettivi autoreferenziali, poco collegati alla strategia, o – peggio – impossibili da raggiungere perché fuori dalla leva reale di chi li riceve.

Il paradosso è che i manager si trovano a negoziare bonus su parametri che non possono controllare, mentre le aziende perdono l’occasione di tradurre le priorità strategiche in azioni concrete. Un MBO mal progettato non motiva, non orienta e genera conflitti.

E allora la provocazione è questa:

  • Se i tuoi MBO non derivano dalla strategia aziendale, sono solo carta sprecata.
  • Se non hai dato pesi chiari agli obiettivi, stai trasmettendo che “tutto è importante allo stesso modo” (cioè: niente lo è davvero).
  • Se non hai previsto un sistema di misurazione tempestivo e oggettivo, stai preparando una guerra di interpretazioni a fine anno.

Dicembre non dovrebbe essere il mese delle “trattative” sugli obiettivi, ma il momento in cui la direzione guida con chiarezza, verticalizza le priorità e rende tutti parte di un percorso condiviso.

Perché alla fine la verità è semplice: un MBO fatto bene è una leva di trasformazione. Uno fatto male è solo un altro motivo di frustrazione.

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